Da manager a pittore votato alla difesa della natura selvaggia

La storia. Maurizio Boscheri ha lasciato la carriera sicura realizzando il sogno di dipingere

Metti un manager al servizio di una multinazionale – la Nestlè – che non è proprio un esempio di correttezza nei confronti delle popolazioni del Terzo mondo. Metti che, alla soglia dei quarant’anni, il manager s’interroghi sul senso della sua vita e scopra che quello che veramente vuole fare è darsi alla pittura.

Un sogno, proprio come in un film, che per Maurizio Boscheri, 47 anni originario di Mezzolombardo e residente da anni a Laghetti di Egna ora è diventato realtà.
Grazie alla nuova passione che Maurizio Boscheri ha avuto il coraggio di coltivare, a costo di lasciarsi alle spalle una carriera di successo, è diventato un pittore affermato, chiamato ad esporre soprattutto all’estero (è in procinto infatti di partire per New York all’International Art Expò che ospita altri due artisti della nostra regione: Max Radicioni e Mirta de Simoni Lasta) e ricercato da personaggi dello spettacolo che vanno pazzi per i suoi quadri. Eccoci allora al dunque, ché i quadri sono protagonisti di questa storia che va raccontata come una favola a lieto fine.
Storia emblematica perché Boscheri non solo ha abbandonato un lavoro sicuro e ben remunerato, ma perché ha scelto nell’arte di seguire le sue passioni e inclinazioni a lungo nascoste. Ma lasciamo che sia lui a raccontare come è andata in porto un’aspirazione che lui stesso per anni non osava esprimere.
«Ho sempre amato viaggiare e ho una grande passione per gli animali – spiega – è così che appena avuti i primi soldi li ho spesi per i viaggi, scegliendo come mete Paesi dalla natura incontaminata, come l’Australia, il Madagascar, il Costa Rica, il Borneo… Fin da piccolo ero interessato a tutto quello che riguardava gli animali selvatici: appena avevo un po’ di soldi li spendevo per enciclopedie e riviste. Poterli osservare dal vivo è stata però un’esperienza determinante, penso ai lemuri del Madagascar o ai pappagalli neozelandesi in via d’estinzione».
Boscheri insomma si è lanciato nell’esperimento: «A scuola mi dicevano che ero molto bravo in disegno, – continua – ma non avevo mai coltivato questa predisposizione. In uno dei miei viaggi in Australia, Mario Liberali, un mio amico di Rovereto, ha insistito perché riproducessi uno dei quadri tipici della tradizione aborigena, quelli caratterizzati dalla tecnica del puntinismo. Poi ho provato a riprodurre gli animali e il risultato è stato tale che Mario Liberali, direttore generale di un’importante industria roveretana, si è appassionato alla mia pittura ed ha deciso di dedicarsi alla promozione della mia attività di pittore».
Sono gli animali i protagonisti delle tele di Maurizio Boscheri: tele di grandi dimensioni, quasi tutte dal metro in su di altezza, dipinte con una precisione quasi maniacale, ma percorsa da una passione per la natura che anima le foreste tropicali di felini nell’atto di scattare o dormire, di uccelli dai colori più smaglianti, ma anche di piccoli insetti come farfalle e libellule o ranocchi e ragni, che denotano un’attenzione per il particolare degna della grande tradizione fiamminga. E’, quella di Maurizio Boscheri, un’espressività tutt’altro che naïf, perché la perfezione degli animali e la cura dei particolari creano un effetto iperralista sorprendente. I colori acrilici poi, fanno il resto, con un effetto fantasmagorico che dà la sensazione di una full immersion nella natura. Così Boscheri è diventato un antesignano della «Wildlife Art» in Italia, un genere artistico molto più sviluppato nel mondo anglosassone, ma che anche qui si sta espandendo. Dedicandosi a tempo pieno alla pittura, Boscheri non solo ha affinato le sue capacità espressive, ma ha anche accresciuto il suo impegno a difesa della natura e degli animali in pericolo di estinzione. Ha collaborato con alcune associazioni senza fini di lucro alla salvaguardia della natura e dal ’99 partecipa all’asta annuale Gran Gala a favore del giardino zoologico di Lisbona, organizzata da Sotheby’s.
Ha partecipato ad altre importanti esposizioni dalla Francia alla Germania, dalle principali città italiane al grande passo, ora, a New York. Le sue opere, dopo l’Art Expò dal 27 febbraio al 3 marzo, rimarranno in mostra al 225 della Fifth Avenue di New York, dedicata ad Art Italy. Non solo, tra i suoi estimatori ci sono personaggi dello spettacolo come Natalia Estrada (che pare abbia voluto fare un regalo a Paolo Berlusconi), Enzo Iachetti e della moda come Luisa Spagnolli.
Maurizio Boscheri non ha perso però la semplicità e l’entusiasmo con cui intraprende ogni nuovo impegno. Dall’anno scorso si è dedicato con passione ad un progetto con il Centro Franca Martini di Trento che opera nel recupero dei disabili, insegnando loro gratuitamente la tecnica pittorica che ha portato a risultati insperati (ne parliamo più diffusamente nel pezzo a parte, ndr.).
La sua residenza e l’atelier sono sempre a Laghetti di Egna, dove è possibile saperne di più collegandosi all’indirizzo Internet: www.maurizioboscheri.it.

Sandra Mattei “Alto Adige” – Quotidiano