54a esposizione internazionale d’arte della biennale di Venezia “L’ARTE NON E’ COSA NOSTRA”

Maurizio boscheri espone “China colours”
Maurizio Boscheri espone

L’ARTE NON E’ COSA NOSTRA

a cura di VITTORIO SGARBI

Milano

Le Sale Del Re

GALLERIA VITTORIO EMANUELE, 11/12

28.10 > 31.10.2011

Inaugurazione
Giovedì 27 Ottobre 2011, ore 18:00
presenzia l’On. Prof. Vittorio Sgarbi
Orario 10:00 – 18:00

Le Sale Del Re
Galleria Vittorio Emanuele 11/12
redazione@istitutonazionaledicultura.it

Direttore artistico Dott.ssa Giorgia Cassini
Pubbliche relazioni Dott. Giorgio Grasso
Organizzazione Dott.ssa Luisa Faletti
Allestimenti Slide Events
Catalogo Istituto Nazionale di Cultura

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Celebrazioni per il 150° dell’Unità d’Italia: mostre promosse dal Padiglione Italia alla Biennale Arte 2011, in

china_colourscollaborazione con le Regioni italiane
Una commissione di studio ha raccolto e valutato il lavoro di migliaia di artisti, al fine di individuare quelli più rappresentativi, oltre 1000, tra scultori, fotografi, ceramisti e video artisti per ogni Regione.
Le opere degli artisti scelti saranno esposte nelle Città più importanti e prestigiose del nostro Paese consentendo una visuale globale che porterà ad indagare a fondo la creatività italiana nel territorio.
Il progetto è finalizzato a tracciare una mappatura, mai realizzata prima, della storia dell’arte contemporanea in tutte le sue declinazioni. Un catalogo di 1500 pagine raccoglierà il lavoro di tutti questi artisti.

A MILANO, nelle SALE DEL RE,

GALLERIA VITTORIO EMANUELE, 11/12,

dal 28.10 al 31.10.2011 è presente

Maurizio Boscheri con l’opera

“China colours”

olio su tela anno 2010, 60X170

info@maurizioboscheri.it
www.maurizioboscheri.it
Cell. 349 5654485

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Non si ferma la maratona del padiglione italiano alla Biennale di Venezia diretto da Vittorio Sgarbi. Oggi nelle Sale del Re in Galleria Vittorio Emanuele 11/12 si inaugura una nuova mostra che, a differenza delle precedenti «regionali» (come quella che si è tenuta al Palazzo della Regione), vedrà esporre un nuovo nucleo di artisti che, nell’intenzione del curatore, rappresentano l’Italia dell’arte del nuovo millennio. La novità di questa mostra sta anche nella presenza di artisti selezionati nel mondo della cultura, dello spettacolo e della società che, conosciuti al grande pubblico per le loro attività, hanno da anni una interessante produzione artistica. Tra gli 80 artisti presenti, saranno infatti in mostra opere del premio nobel Dario Fo, il cantante Ivan Cattaneo, il caricaturista Dario Ballantini, il musicista Andy dei Bluvertigo, il writer Atomo, la scrittrice Adriana Faranda, Filippo Garrone e Enrico Colombotto Rosso. Obiettivo del curatore Sgarbi, che presenterà oggi l’iniziativa insieme con il Direttore Generale del Ministero dei Beni Culturali Mario Resca, è di far conoscere al grande pubblico della Biennale l’elevata qualità della produzione artistica italiana, diversificata per temi iconografici e realizzata nel primo decennio del nuovo millennio. «Questa mostra presenterà ancora una volta delle grandi sorprese – dice la direttrice artistica Giorgia Cassini, critica e storica dell’arte – perchè il panorama artistico italiano ha notevoli personalità spesso sconosciute ai più ma di altissimo spessore tecnico e poetico. Il fil rouge che lega l’esposizione al padiglione italiano di Venezia resta quello di aprire ai talenti e ai tutti i linguaggi». Tra i personaggi presenti, il cantante Ivan Cattaneo che presenta un’opera pittorica intitolata L’orecchio di Van Gogh. «Un autoritratto che conferma il valore di un autore fortemente impegnato nella arti visive fin dagli anni Ottanta» continua la Cassini. «Un’altra sorpresa sarà la straordinaria installazione di Andy dei Bluvertigo che raffigura i suoi manichini pop». Artista a tutto tondo, Andy è impegnato da diversi anni tra palcoscenici, interviste, apparizioni TV. Delle qualità pittoriche di Dario Fo, di cui è in corso una mostra al Museo di Chiasso, si è già parlato molto. Nel catalogo, a cura dell’Istituto Nazionale di Cultura, le opere degli artisti che vanno dunque ad aggiungersi al progetto sgarbiano «L’arte non è cosa nostra».