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I progetti

Progetto "Donne al futuro"

Nel 2013 l“Amici di casa Mihiri” ha ottenuto dalla Provincia autonoma di Trento un co-finanziamento per il progetto di cooperazione internazionale: DONNE AL FUTURO. SOSTEGNO PSICOLOGICO, POTENZIAMENTO FORMATIVO E SUPPORTO NELL’ACQUISIZIONE DELLA CONOSCENZA E COSCIENZA DI SE’ PER BAMBINE E RAGAZZE ABUSATE E MALTRATTATE (WALAHANDUWA, SRILANKA)

Il progetto si realizza nella casa famiglia “Casa Mihiri Gedara” nel villaggio di Walahanduwa, Distretto di Galle, Sri-Lanka.
Il progetto affronta la delicata problematica dell’abuso e del maltrattamento dei minori focalizzandosi sulle violenze perpetrate a danno di bambine e ragazze sotto i 18 anni.
L’iniziativa proposta è una prosecuzione e un’implementazione di un progetto già esistente, ossia la casa famiglia creata e gestita dall’associazione partner e supportata dal proponente, che si trova nel villaggio di Walahanduwa, Distretto di Galle (Sri-Lanka). Dal 2004, il centro accoglie bambine e ragazze minorenni che hanno subito abusi sessuali e/o maltrattamenti da parte di familiari, conoscenti o estranei. Attualmente, l’associazione partner ospita 28 ragazze dai 3 ai 17 anni e si occupa dei loro bisogni primari (vitto, alloggio, abiti, cure mediche) e della loro istruzione e formazione.
L’obiettivo generale del progetto è il miglioramento delle condizioni di vita di bambine e ragazze abusate o maltrattate.
Gli obiettivi specifici del progetto sono:
– Acquisizione di una formazione specifica per una qualifica professionale;
– Acquisizione della conoscenza e della coscienza di sé;
– Prevenzione degli abusi e dei maltrattamenti su bambine e ragazze;
– Creazione di una cultura endogena volta a difendere i diritti dei minori e a combattere gli abusi e i maltrattamenti.
Le attività previste dal progetto sono:
– Avvio di corsi di cucito e d’informatica di base rivolti alle bambine/ragazze del centro;
– Realizzazione di un laboratorio teatrale con finalità psico-terapeutiche per le bambine/ragazze del centro e formazione del personale della casa famiglia;
– Avvio di una serie d’incontri formativi-informativi con personale medico rivolti alle ragazze della casa famiglia;
– Realizzazione di campagne di formazione-sensibilizzazione rivolte alle mamme dei bambini dell’asilo e alle donne del villaggio;
– Attività di supporto economico per 30 famiglie della zona in gravi condizioni di povertà.
I destinatari diretti del progetto sono:
- 28 bambine/ragazze dai 3 ai 17 anni, che hanno subito abusi sessuali e/o maltrattamenti psicofisici e che sono ospitate presso il centro di accoglienza “Casa Mihiri Gedara”;
- 30 bambini in condizioni di grave povertà (maschi e femmine, 3-6 anni) del villaggio di Walahanduwa e delle zone limitrofe che frequentano l’asilo Montessori, facente capo all’associazione partner;
- circa 30 donne, mamme dei bambini che frequentano l’asilo e altre 50 donne del villaggio di Walahanduwa, che saranno coinvolte nelle campagne di formazione e sensibilizzazione;
- 30 famiglie povere del villaggio di Walahanduwa, che riceveranno un supporto economico e formativo;
- circa 60 bambini (appartenenti alle suddette famiglie povere), dai 6 ai 14 anni (maschi e femmine),
che potranno frequentare la scuola pubblica e ricevere un’istruzione di base;
- 3 membri del personale impiegato alla casa famiglia (due donne e un uomo) che riceveranno una formazione specifica di base sulle tecniche e le attività laboratoriali psico-terapeutiche da svolgere con le bambine/ragazze che hanno subito forti traumi.
E’ prevista una sorta di selezione dei beneficiari diretti realizzata dal proponente e dal partner in base alle disposizioni legali, alle limitazioni logistiche (es. spazi disponibili al centro) e alle disponibilità economiche. Infatti, le bambine e le ragazze abusate/maltrattate sono affidate a “Casa Mihiri Gedara” dal tribunale dei minori o dall’Ufficio degli affari sociali di Colombo, quindi la selezione di questi beneficiari diretti è, in un certo senso, obbligata. I bambini che frequentano l’asilo e le famiglie che sono supportate economicamente sono scelti tra quelli che vivono in condizioni di estrema povertà e di maggior degrado; tali informazioni sono ricavate attraverso una conoscenza diretta della zona e un monitoraggio del proponente, del partner e del personale docente dell’asilo. Le mamme dei bambini dell’asilo sono state scelte come prime protagoniste delle campagne di sensibilizzazione, perché le insegnanti hanno già stabilito un contatto personale con esse, rendendo più facile un loro coinvolgimento nelle attività e una loro “confessione” sulle realtà familiari.

I beneficiari indiretti del progetto sono circa 100 donne del villaggio di Walahanduwa, che potranno apprendere, attraverso “le voci e i racconti” delle partecipanti, i concetti fondamentali delle campagne di sensibilizzazione e cercare di cambiare la loro condizione, soprattutto acquisendo il coraggio di denunciare violenze e maltrattamenti (effetto moltiplicatore). Questo cambiamento gioverà anche ai loro bambini, che beneficeranno di una condizione socio-familiare migliore.

Una riduzione generale del degrado e della violenza porterà beneficio all’intera comunità della zona target, cioè circa 300 abitanti del villaggio di Walahanduwa e delle zone limitrofe.

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