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I progetti

Progetto "Abili... diversamente"

Nel 2012, l’associazione “Amici di casa Mihiri” ha ottenuto dalla Provincia autonoma di Trento un co-finanziamento per il progetto di cooperazione internazionale “Abili...diversamente: progetto volto all’implementazione dell’assistenza sanitaria e alla reintegrazione sociale, scolastica e lavorativa, per bambini e ragazzi disabili, centro polifunzionale “Young centre and kids after school”, villaggio di Unawatuna, Sri-lanka”.
Il progetto, della durata di 18 mesi, si realizza nel villaggio di Unawatuna (Distretto di Galle, Sri-Lanka), presso il centro polifunzionale “Young centre and kids after school” dell’associazione “homexpeoplexhome”, partner del progetto.
Grazie all’esperienza maturata da “Amici di casa Mihiri” e “homexpeoplexhome” in circa 10 anni di attività di cooperazione e supporto economico, sanitario, educativo e formativo nell’area target del progetto, a stretto contatto con la popolazione locale, le figure predominanti della società (es. consigli di villaggio, comitati familiari, monaci) e gli enti statali (es. V.T.A. Vocational Training Authority of Sri-Lanka), è stato possibile individuare le problematiche che affliggono le persone diversamente abili della zona. Secondo i dati del GoSLCensus (2001), nel Distretto di Galle sono presenti circa 180 disabili su 10.000 abitanti e, di questi, solo una minima parte frequenta la scuola, lavora o partecipa alle normali attività sociali. Le principali cause di disabilità sono legate alle condizioni di povertà e malnutrizione, alle scarse pratiche igieniche, alla mancanza di sostanze nutritive e minerali e a mutazioni genetiche congenite, spesso causate da matrimoni tra consanguinei.
Il progetto finanziato si prefigge gli obiettivi di recuperare e reintegrare a livello sociale, educativo e lavorativo, i bambini e ragazzi diversamente abili del villaggio di Unawatuna, implementare l’assistenza medico-psicologica nei casi di disabilità psico-fisica e favorire la creazione di una cultura endogena del recupero e della reintegrazione sociale delle persone disabili.
Le attività previste per il raggiungimento dei suddetti obiettivi sono:
- l’avvio e il potenziamento di corsi educativi di base per bambini disabili e non disabili (6-15 anni);
- l’avvio e il potenziamento di corsi di formazione professionale in campo informatico, elettronico e artigianale, per giovani disabili (16-24 anni);
- lo sviluppo dell’attività di microcredito per supportare economicamente l’avvio di attività autonome;
- lo sviluppo di un’assistenza medico-psicologica specifica per bambini e ragazzi disabili e le rispettive famiglie e di un’attività di follow up nei casi più gravi;
- la formazione e la sensibilizzazione degli educatori/insegnanti/animatori e delle famiglie;
- l’implementazione delle attività ludico-ricreative per favorire l’integrazione sociale dei bambini e dei ragazzi diversamente abili.
Gli altri collaboratori del progetto sono l’associazione cingalese di volontariato non governativa C.Y.D.A. (Children and Youth Development Association) e l’ente sanitario statale M.O.H. (Medical Office of Health-Ministry of Health of Sri-Lanka).
L’associazione “homexpeoplexhome” ha stabilito durante questi anni di attività una stima del numero di bambini e ragazzi disabili della zona e ha raccolto informazioni sulla situazione sociale ed economica di gran parte di essi. Sulla base di questi dati e delle potenzialità del centro “Young centre and kids after school”, sono stati quantificati i seguenti beneficiari, diretti e indiretti:
- 100 bambini, di cui 50 disabili, che seguiranno i corsi di alfabetizzazione;
- 100 ragazzi, di cui 50 disabili, che parteciperanno ai corsi di formazione professionale;
- circa 200 famiglie che usufruiranno dell’assistenza medico-psicologica e della formazione da parte del personale sanitario, che parteciperanno alle attività sociali del centro e che potranno usufruire del microcredito;
- 13 insegnanti e 4 animatori che riceveranno una formazione specifica da parte del personale sanitario per la gestione delle disabilità;
- circa 5000 abitanti del villaggio di Unawatuna e delle zone circostanti che beneficeranno dell’implementazione dei servizi offerti dal centro e del miglioramento delle condizioni socio-sanitarie.
La sostenibilità del progetto nel tempo sarà garantita sotto diversi aspetti:
* economico – l’associazione “homexpeoplexhome” può contare su un budget annuale stabile da investire per il proseguimento del progetto. I ricavi della bottega sociale “delle abilità… diverse”, realizzata all’interno del centro, saranno in parte re-investiti nelle attività del progetto. L’attività di microcredito permetterà ad alcuni ragazzi di avviare attività lavorative autonome e raggiungere un’indipendenza economica. Infine, il progetto mira a mettere le istituzioni locali in condizione di raggiungere un’indipendenza in termini di competenza e forza lavoro (autosostentamento), anche impiegando le persone con disabilità.
* istituzionale - il progetto coinvolge l’M.O.H., ente statale facente capo al Ministero della salute dello Sri-Lanka. Questa collaborazione, ormai consolidata nel tempo, garantisce il supporto istituzionale all’iniziativa.
Inoltre, il centro multifunzionale di Unawatuna è stato registrato come centro per l’assistenza ai disabili e, quindi, ufficialmente riconosciuto (“Smile vocational & educational centre for disabled”).
* socio-culturale – il progetto ha come primi protagonisti e attuatori personale cingalese (educatori, insegnanti, animatori, medici e paramedici), che, oltre a conoscere perfettamente la lingua, ha una notevole conoscenza della reale situazione locale. Il progetto mira, inoltre, a creare una cultura endogena del recupero, in modo da far diventare “normale prassi” l’inserimento dei bambini e ragazzi disabili nella scuola, nel mondo del lavoro e nella vita sociale. Il coinvolgimento diretto dei parenti delle persone disabili nella progettazione e nella realizzazione delle attività ludico-ricreative e sociali rappresenta un “punto di forza” del progetto, che affonda le sue radici nel vero stroma della società, la famiglia, garantendosi una sostenibilità socio-culturale a lungo termine. Nella gestione delle attività sociali saranno coinvolti anche i bambini e ragazzi non portatori di handicap, in modo da far capire loro che anche nelle semplici iniziative è possibile trovare un punto di contatto tra realtà non poi così lontane.

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