Critica di Sabrina Arosio | Milano

“MAURIZIO BOSCHERI” DI SABRINA AROSIO

E’ la sinestesia che presiede alla pittura di Maurizio Boscheri. Non sono, infatti, la perfetta didascalicità, o la ricerca compositiva che portano l’artista a costruire ambientazioni dettagliate e circostanziate in cui inserire i soggetti prescelti. Se l’occhio si sofferma al solo piano dell’immagine fallisce ogni possibilità di fruizione. Gli animali di Boscheri sono in realtà l’esperienza di un incontro realmente accaduto, di una conoscenza e un rapporto quanto più diretto e personale possibile. Perché, come è già stato indicato da autorevoli fonti, Boscheri è prima di tutto un viaggiatore alla scoperta della vita. Si diceva di non fermarsi al mero piano dell’immagine: i lavori, al di là del dato scientifico, sono universi di esistenza e pensiero, dove l’osservatore può trovare una propria personale collocazione per vivere l’esperienza di un incontro: quel momento prescelto dallo stesso Boscheri. La mano dell’artista ha straordinariamente captato ogni minimo dettaglio della scena, non però con la freddezza fotografica della pellicola su cui l’immagine si va ad imprimere nuda e cruda, ma attraverso il calore dello spirito vitale che lo guida e che nell’opera fluisce al di fuori dell’animo intridendo di stupore e ammirazione la tela. Lo stesso supporto che Maurizio affida al pubblico perché a sua volta possa goderne. A questo punto entrano in gioco le sinesesie, che l’artista con maestria riesce a concretizzare sensorialmente nei lavori mediante tocchi e pigmenti: pare infatti di avvertire sulla pelle la brezza che soffia in quel preciso istante e che percorre tutta la scena definendosi graficamente con le circonferenze concentriche che attraversano le composizioni. Sempre cromaticamente diverse perché anche il soffio di Zefiro muta continuamente intensità e corso. E non bisogna scordare il profumo delle foreste tropicali, ricco di infinite essenze che accompagnano la vista e che si rappresentano sullo sfondo come veli in dissolvenza. Infine l’esperienza tattile nella resa dei manti e delle pelli degli animali stessi, profondamente reali e alla ricerca di dialogare con l’uomo. Un mondo da favola sembrerebbe. E invece no, e tutto vero, incredibilmente vero. E’ la nostra vita, potenzialmente quella di tutti, anche se la superficialità di pochi pretende oggi di cancellarla per sempre.