Critica di Paolo Dalla Torre | Trento

“MAURIZIO BOSCHERI” DI PAOLO DALLA TORRE

“Et in Arcadia ego”, come affermava Johann Wolfgang Goethe, ovvero “Anch’io sono stato nel mitico mondo dell’Arcadia”. Le opere di Maurizio Boscheri, realizzate con un calibrato uso del colore e delle luci, possono davvero introdurre in un’atmosfera onirica, rivelando all’uomo affaccendato di oggi la bellezza dell’atto artistico. Maurizio predilige la rappresentazione degli animali e riesce a suscitare emozioni che lasciano riflettere sulla varietà delle forme che ci circondano.

William Shakespeare ricordava che “Siamo composti della stessa materia dei sogni”: prepariamoci allora a sognare, in attesa dell’esposizione delle opere del pittore, un appuntamento che sicuramente affascinerà il visitatore.

Profilo biografico e artistico
Maurizio Boscheri mi accoglie nel suo studio di pittura a Laghetti di Egna (Bolzano) in una fredda mattina d’inverno: la prima parola che mi viene in mente è, curiosamente, Gesamtkunstwerk: opera d’arte totale. Il profumo dei colori freschi, le tele appoggiate in un ordine scomposto, la precisione con la quale sono allineati i pennelli. Sembra di compiere un salto in un mondo diverso, del quale per un’oretta sono stato ospite privilegiato. Maurizio, nato a Mezzolombardo nel 1955, è stato un manger in diverse multinazionali, assillato dall’orologio, finché ha cercato uno sfogo, trovandolo nella pittura. Da autodidatta ha iniziato a riprodurre su tela gli animali che aveva studiato fin da bambino per passione. Il racconto dei suoi viaggi è intrigante: conosce con sicurezza luoghi come la Foresta amazzonica o il Nicaragua, si sente a proprio agio nei paesaggi della Thailandia, o della Birmania, come mostrano le fotografie che mi fa scorrere sotto gli occhi. Animali e forme esotiche, colori brillanti, impressi prima dalla fredda pellicola, poi riscaldati dal colore che Maurizio applica sulla tela. È un dipingere attento, veloce, scevro da ogni artificio. Sorprende come riesca a ricordare e riproporre, qui sta il bello, le forme che ha visto in giro per il mondo; dipinge e mi racconta di se, delle prime prove, dell’idea di creare quadri di grande e piccolo formato, di produrre stampe per allargare la propria offerta. Molte tele sono state acquistate da chi ha deciso di portarsi a casa un pezzo di natura diversa dal solito e la mostra di Mezzocorona, posso assicurarlo, renderà chiaro il concetto. Il tempo vola, ma in quei sessanta minuti l’artista mi ha suggerito un modo diverso di osservare il mondo, lasciandosi stupire dalla natura.