Critica di Mauro Fattor | Bolzano

“GLI ANIMALI FANTASTICI DI MAURIZIO BOSCHERI” DI MAURO FATTOR – GIORNALI “IL TRENTINO” E “ALTO ADIGE”

Dal 4 marzo sarà alla Galleria Dantesca di Torino, e poi volerà a Parigi per una mostra collettiva, e ancora di nuovo, a fine anno per una personale, la prima, nella capitale francese. Poi c’è Milano, sempre per un’altra personale e poi chi sa cosa ancora. Programmare va bene, non troppo. Lui è Maurizio Boscheri, altoatesino di Laghetti di Egna, nato in Trentino («ma solo perchè Mezzolombardo era l’ospedale più vicino», racconta scherzando). Mestiere: pittore di animali baciato da un successo che cresce di anno in anno. Animali prima desiderati e poi dipinti, vissuti nell’immaginario, quasi accarezzati in quello spazio impalpabile che sta tra esperienza e sogno, prima di finire sulla tela. «La passione per gli animali esotici e per gli ambienti tropicali me la porto addosso fin da quando ero bambino – racconta l’artista – ho avuto la fortuna di farne un mestiere e di riuscire a far sognare anche qualcun altro davanti ai miei quadri. Tutto qui». Il confine, si potrebbe dire, è la sua vocazione. Non solo quello geografico, che divide le province di Bolzano e Trento, ma anche quello artistico. Sospeso tra pittura e illustrazione, tra iperrealismo e mondo fantastico, tra sogno e realtà. Se però non si tiene conto della sua passione per gli animali esotici non si capisce nulla. Perchè Boscheri si è cimentato anche con gli animali della fauna alpina, ma sono lontani dal suo registro artistico. Non li sente. E così va finire che una nocciolaia sembra un colibrì, e che un’attenzione quasi maniacale per le piccole forme di vita (quelle che brulicano nelle foreste pluviali), per le foglie, le farfalle, gli insetti e gli anfibi, finisce col travolgere anche soggetti «di peso» come orsi e lupi. Con un effetto straniante tutt’altro che disprezzabile. Per quanto totalmente involontario. Comunque sia, i suoi quadri piacciono. Ha scritto di lui l’entomologo e divulgatore Giorgio Celli: «Qualcuno potrebbe pensare che Maurizio Boscheri sia, non tanto un pittore, quanto un illustratore, anche se i confini tra queste due attività sono quantomai problematiche e di incerta tracciabilità. Le opere di Maurizio Boscheri sfiorano il confine, in qualche misura, è pur vero, sembrano talora varcarlo, ma non esito a dire che dipinge e non illustra…». E il critico Massimo Capaci precisa: «Strano imbattersi in opere d’arte che ritraggono animali. Curioso rispetto l’evoluzione poetica dell’arte di oggi… Eppure, in questo stupore istintivo lo sguardo tende a non cedere, a non abbandonare il gioco cromatico e le fantasiose location. Subito se ne comprende il motivo: le opere di Maurizio Boscheri sono amenità dell’animo, entrano in contatto con noi lambendo, timide, quella sensibilità armoniosa che ci proietta in spazi sereni. Ritornano alla memoria quei vecchi album di figurine, quelli che ritraevano con disegni pimpanti, immagini di flora e fauna dal mondo. Il sapore è del ricordo d’infanzia. Così come allora, si riscopre la ricchezza di felini, rapaci, anfibi, farfalle… come catturati da bolle di sapone che ne esaltano le linee, i colori, la vitalità. Saturi di innumerevoli documentari, ci si riscopre curiosi di voler apprezzare la natura non come è realmente, ma come invece si può vedere con quel personale senso della visione che strizza l’occhio alla realtà, ma che poi la deforma seguendo sentieri originali, soggettivi. Queste opere sono il punto di vista di Maurizio Boscheri, sono la sua realtà tradotta in pittura, senza presunzione scientifica, ma forte della necessità di illustrare con la fermezza di chi ha goduto di determinate situazioni e vuole rendere partecipe l’altro».