Critica di Giorgia Cassini

“BIODIVERSITART” DI GIORGIA CASSINI, CRITICO E CURATORE D’ARTE

La nuova straordinaria esposizione di Maurizio Boscheri al Museo di Trento divulga con un attualissimo rigorismo pittorico un corpus di dipinti, o meglio di documenti illustrati, al contempo immagini e notizie, che riproducono le preziosità, i fenomeni e le infinite curiosità di quell’incommensurabile stupendo tesoro costituito dalla natura. Nello specifico l’opera “Leopard and two Sengi” è l’omaggio ai biologi ricercatori del museo tridentino di Scienze Naturali per la scoperta di una particolare specie di mammiferi: è la raffigurazione pittorica di due esemplari di toporagno-elefante o Sengi dal nome Swahili, sorta di fossile vivente nelle foreste pluviali della Tanzania centro meridionale. Il dipinto rappresenta anche un leopardo, arrampicato in una posa spiritosamente naturale, che sembra sorridere con arguta malizia. L’immagine estremamente garbata rispecchia la divertita simpatia che Boscheri prova per il felino e che lo ha portato a coglierne e a rendere così felicemente uno degli atteggiamenti più caratteristici. Del fogliame e dei mammiferi l’artista mira a captare ed a fissare i motivi più spirituali della loro bellezza partendo dal presupposto filosofico-religioso che tutte le creature siano dotate di un’anima segreta. Di fatto non è una semplice veduta di paesaggio: il tema del dipinto è la realizzazione emotiva che intercorre fra questo e l’artista-creatore.
L’esposizione nel suo complesso è vera e propria raccolta di pittura naturalistica e animalier colta con spirito efficacemente realistico entro un sereno e piacevole naturalismo in cui i soggetti, avvolti dalla stessa luce e circondati dagli stessi colori, hanno una caratterizzazione fondata sull’effetto cromatico oltre che sulla viva conformazione anatomica e botanica.
La passione per il vero di natura, mai attenuatasi in Boscheri nel corso della sua carriera artistica, ha dato origine ad un mondo in cui trovano ambientazione gli esseri più svariati. Straordinario ensemblier riproduce pertanto sulla tela effetti ed abbinamenti inediti, sperimentando di volta in volta diversi accostamenti e giocando sul fascino che deriva dalla mescolanza per creare effetti estetici di grande originalità. Una pittura animalier anticonvenzionale in cui Boscheri invogliato dall’Africa con la sua cultura ben distinta e in particolare dalla Tanzania, luogo magico ed unico, si dedica anche al disegno di elementi e particolari decorativi. Un crogiolo di temi e di stimoli diversi e autentici cui si aggiungono predatori selvaggi, antichi animali ed esemplari di flora. Opere incantevoli e contemporaneamente concrete e pragmatiche.
Boscheri trae piacere dall’osservazione del reale di natura e lo rivela a noi osservatori componendo ambienti nei quali è possibile perdersi, lasciarsi condurre verso un mondo diverso, curiosa mescolanza di realismo e di caratterizzazione creativa. I felini, ad esempio, sono descritti con un vigore ed una animazione che ha un qualcosa di selvaggio, ma nello stesso tempo sono rifiniti e disposti con forte senso della composizione pittorica. Sostanzialmente sono opere che spiccano per naturalezza, eleganza, peculiarità: “Jaguar’s cubs” è dipinto interessante per il vivace movimento da cui è animato, non lo è di meno per la curiosità del soggetto.
Sono quadri ammantati da una quiete tenue e dolcissima di cui è precipua immagine la tela intitolata “The mother”.
Una pittura che è fusione romantica di alberi, fiori e cielo; efficace rappresentazione di esotici panorami con un vivido contrasto tra il primo piano e il piano di fondo delle diverse composizioni, sempre ricche di annotazioni psicologiche, intime e suggestive (“The royal family”, “White Morpho”).
Parimenti ritrae figure isolate realizzando effetti di ineguagliabile intensità di visione e sentimento, tanto da cogliere il delicato aleggiare nell’aria che imprime un percettibile fremito agli alberi (“Turachi”, “Silver rose”).
In conclusione Maurizio Boscheri riesce ad infondere nella natura un’anima universale dove gli elementi singoli si confondono e si annullano avvolgendo le raffigurazioni di flora e fauna nell’interpretazione di paesaggi avvolti magicamente da una quiete sospesa che ha le vibrazioni del creato (“Neofelis nebulosa”, “Canopy”).