Critica di Enzo Papa | Torino

“SOGNI E PAURE” DI ENZO PAPA – “CORRIERE DELL’ARTE”

Improvvisamente lo stato di coscienza vigile e razionale attraversa il labile diaframma che separa la realtà oggettuale e tangibile dal regno dell’immaginario e l’occhio e la mente sconfinano nelle regioni fantastiche dell’Eden zoo-floreale di Maurizio Boscheri. L’ Artista accoglie lo spettatore-visitatore in un parco naturalistico di sognata astrazione, in cui appaiono creature del mondo animale e specie ideali dell’universo vegetale, accomunate in una simbiosi sconosciuta anche nei tenitori inesplorati del Pianeta delle acque e del verde. L’opera di Boscheri appare a prima vista una pittura iperrealistica, da intendere come esecuzione lenticolare calligrafica, ma non come raffigurazione di dettagli realistici spinti oltre le normali potenzialità della visione umana. L’osservazione attenta, tuttavia, rivela che Boscheri volutamente non immette nel contesto pittorico che frequenta e rappresenta alcun riferimento alla realtà in cui sia possibile imbattersi, e trasfigura le meraviglie dell’esotico in un’incantata immagine fuori del tempo e da ogni luogo geograficamente possibile. Le tematiche privilegiano la fauna felina, avicola ed entomologica conosciuta, contestualizzata in ambienti improbabiLi, pittoricamente resi in una visione cristallina, illuminata da luce globale diffusa, che non genera ombre e zone d’ ignoto o di mistero, anche se l’enigma dell’ambiente si percepisce nell’atmosfera irreale che avvolge ogni composizione. Il cromatismo deriva, senza mediazioni, dalle radiazioni dell’arcobaleno, ragione per cui i calori si offrono alla vista tanto saturi quanto il tema e i componenti del dipinto richiedono, immaginati ed immersi all’interno di un racconto fantastico che esprime contemporaneamente pittura e poesia, musica e letteratura salgariana. I timbri di colore si percepiscono come accordi musicali di tonica, dominante e sottodominante, con giri armonici di tonalità dissonanti che contemplano sempre un legame con la contiguità, senza accostamenti ed effetti striduli. Boscheri, in tal modo, propone ed offre allo spettatore una visita prolungata nella dimensione fiabesca del suo mondo, idealizzata fino all’astrazione, con dettagli dissimulati in soluzioni di arabeschi ornamentali, che accompagnano l’immaginazione di chi guarda a percorrere i sentieri dei giardini dell’ infanzia dell’umanità, evocando memorie recondite e arcane, visualizzando i sogni e riproponendo il primordiale paesaggio del Giardino dei Progenitori (Paràdeisos). In questo senso, escludendo i paradossi dell’onirico, la pittura di Boscheri può essere intesa come surrealismo puro, una super realtà elevata fino ai livelli mistici dell’Empireo dantesco, in cui le forme feline, avicole e floreali superano e stanno di là del contingente materiale e fisico, ponendosi in ambiti metafisici, in cui l’Artista supera gli assurdi dello spaesamento e della solitudine, ma dota ogni opera di una magnetica seduzione per via degli attrattivi valori pittorici di colore, di forme e di ambiente fantastici. Per quanto la pittura di Boscheri si mostri in forme figurative spinte, l’artista rifugge da tecniche e regole scolastiche e pertanto le sue opere s’impreziosiscono di quel carattere antiaccademico proprio dell’autodidatta (precisamente, “colui che insegna a se stesso” e non colui che non ha avuto maestri! ), artista di formazione spontanea che spesso emerge in qualità ed innovazione proprio nelle evidenze contrarie alla precettistica ortodossa. Il mondo fantastico dei creativi (pittori, poeti, fiabatori) sottende sempre tensioni e ansie da cui scaturiscono le espressioni di anime turbate da paventi incombenti e spesso fatali. La flora e la fauna di Boscheri, gli ambienti assolutamente asettici di una pittura delle meraviglie sono gravemente minacciati dal soprautilizzo scriteriato delle risorse del Pianeta. Gli artisti percepiscono in anticipo la catastrofe che ne sarà tragica conseguenza e si rifugiano nel succedaneo dell’arte che, quasi sempre, è il manifesto di denuncia e di preallarme.

L’umanità si augura sempre che le profezie dell’arte siano scongiurate e smentite!

Fògola Galleria Dantesca, Piazza Carlo Felice, 15 – Torino

Personale di Maurizio Bascheri